Vago e solitario

Warm-tlanta

by Vago


The traffic lights are beeping,
but nobody is there crossing the streets.

No smell of dried blood or rotten flesh,
the zombie apocalypse is not here yet.

No screams of death,
but voices from cafes (the open ones).

No fighting for survival,
but mutual help.

Greetings from strangers on the street
like encounters among adventures in adverse lands.

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Quantum Tunneling effect: Leo Esaki and Robert Noyce

by Vago


In 1956, Sony was having a great success in marketing transistor radios all over the world and was highly ambitious to develop new products. During the same year, Leo Esaki joined the company: “I had an ambition too, to find a worthwhile subject which would fulfill my Ph.D requirements in the Physics Department at the University of Tokyo”; noted the scientist in a IEEE paper from 1976 where he described the discovery that not only helped him to get his desired Ph.D degree, but the Nobel Prize too.

Leo Esaki is considered the inventor of the Tunnel Diode, also known as Esaki Diode: a semiconductor device that, for the first time in history, physically demonstrated what Quantum mechanics only predicted in theory: the quantum tunneling effect. Quantum tunneling is a phenomenon where particle tunnels through a barrier that, according to classical theories, cannot be surmounted.

Nevertheless, at the same time, another Ph.D graduate was conducting the same type on research. Robert Noyce, the American founder of Intel corp., wrote some notes in 1956 that describes what seems to be a tunnel diode.
Nowadays some researcher is debating who really should receive the recognition for such invention. Although it is hard put an end to the dispute, it is easy to observe how changes and events are meant to happen at a specific time in history.

“Nomadismo Sedentario” is my new philosophy

by Vago


Nomadismo sedentario is on facebook and airbnb

I ritmi di viaggio si riducono spesso ad una rapida visita al museo del momento, un piatto alla trattoria che si e’ guadagnata cinque stelle sulla nostra guida turistica di fiducia, una fotografia per il social network di turno, si spunta la lista delle “cose da fare e da vedere” e si e’ gia’ pronti a ripartire.
Le opportunita’ di esplorare un luogo, imparare a conoscere chi ci vive, mangiare qualcosa di buono in compagnia di nuove piacevoli e inaspettate amicizie, la noia anche, sono quasi dei rari eventi in molti viaggi.

App, social network, amici di amici, blog e siti web ci dicono dove andare, cosa fare, cosa vedere.E tutto si riduce a puro consumismo, a collezionare esperienze indotte dal mercato (social) del turismo.

Col Nomadismo Sedentario voglio promuovere un nuovo modo di viaggiare: spostarsi di citta’ in citta’ o di Paese in Paese in tempi dilatati; per avere l’opportunita’ di vivere il posto, piuttosto che consumarlo in fretta come si farebbe con un qualsiasi hamburger da fast food.

Roba da privilegiati? Forse. Ma ancora per poco.Le tecnologie moderne permettono di trasformare in laboratorio o in ufficio qualsiasi luogo. Anche una casa per nomadi sedentari.Io ne offro una ad Irsina a prezzi interessanti.

 

 

 

LEDs

by Vago


At school. I gave to some kids a bunch of batteries, LEDs, magnets and some tape and asked: “Guys, can you light the LEDs on?”
After few minutes to unlock the secrets of voltage and current, they made it! And some of them came out with solutions completely different from what I had in mind.
Creativity has no limits!

Throwies

American High School

by Vago


Il sistema scolastico americano è molto diverso dal nostro Italiano.

Gli studenti delle scuole pubbliche, per legge, possono frequentare solo le High School situate nel quartiere in cui abitano.
Vivere in un quartiere povero potrebbe quindi facilmente far finire gli studenti in un circolo vizioso (amicizie, famiglie ecc) da cui potrebbe essere impossibile uscirne.
La legge ovviamente non si applica a chi frequenta le scuole private.

Le classi sono divise in base alla preparazione degli studenti: ci sono le classi di basso livello per chi è meno motivato, quelle di medio e quelle di alto livello chiamate “Advanced Prep” (AP). In quest’ultime, gli studenti si preparano a studiare per un esame (AP exam); se ottengono un punteggio alto, gli studenti possono saltare un semestre, o addirittura un anno, di college!
Il che significa che studenti brillanti potrebbero laurearsi a 20 anni!

Nelle classi AP, i professori sono focalizzati sull’esame da superare e le loro lezioni sono quindi incentrate su questo obiettivo.
A beneficiarne sono sicuramente gli studenti che potrebbero vedersi riconosciuti degli esami al college.

Ma!

– Nelle scuole pubbliche, più studenti superano l’AP exam, più finanziamenti statali riceve la scuola. In futuro sono previsti premi economici per i prof che ottengono le migliori performance. Ergo: i prof potrebbero mirare a far superare l’esame a più studenti possibile (magari ricorrendo a metodi poco leciti) esclusivamente per ottenere vantaggi economici.
– superare un AP exam non vuole dire necessariamente vedersi riconosciuti dei crediti all’università. Per esempio, il Georgia Tech non riconosce nessun credito per i corsi AP della scuola in cui insegno. Motivo: gli insegnamenti non sono sufficienti per gli standard dell’uni. Conseguenze: tanta fatica e stress per gli studenti, in parte sprecati.
– l’AP exam è amministrato da compagnie private esterne alla scuola e raggiungono costi elevati ergo, c’è un gran business alle spalle!!!

Io ho scelto di collaborare nelle classi di più basso livello per vari motivi:
– l’assenza dell’AP exam rende i prof più flessibili e il programma di insegnamento e’ più malleabile
– ci sono più studenti che, sebbene svegli, hanno solo bisogno di essere motivati.
– nelle classi AP ci sono studenti più brillanti che hanno la fortuna/possibilità di essere stimolati a casa, dalla famiglia o dal loro circolo sociale semplicemente perché provengono da una famiglia più benestante. Nella classi di più basso livello, avere qualcuno che riesca a motivare i piu’ svogliati potrebbe dare qualche frutto. Challenging 🙂
– la diversità di queste classi mi ricorda di più una scuola italiana, con studenti brillanti, svogliati, motivati, distratti ecc.

Ovviamente questa suddivisione di studenti tra più bravi e meno bravi ha le sue falle.
Ho già incontrato studenti brillanti messi nelle classi sbagliate che durante la lezione semplicemente si annoiano. O che scelgono di frequentare classi facili per lavorare meno.
Ho incontrato studenti bravissimi nelle attività pratiche ma poco attenti nelle cose teoriche anche per via del metodo di insegnamento un po’ noioso.

Oltre all’insegnamento, col mio collega, gestiamo un Engineering Club nel doposcuola. L’idea è far lavorare gli studenti a progetti pratici e da lì avviare discussioni su argomenti teorici e magari cercare di far capir loro cosa fa un ingegnere.
Anche qui, studenti poco attenti in classe si sono dimostrati molto interessati nelle attività del club: vogliono creare.
Problema: sia io che il mio collega non siamo molto bravi nel creare. Il club è un ottimo esercizio anche per noi 🙂

Fin’ora, tutti gli studenti che ho incontrato si sono dimostrati estremamente educati e rispettosi sia dei prof che dei loro compagni! Ed io e il mio collega ancora non ci crediamo!
Ovviamente non mancano gli/le “incazzati/e col mondo”, sarà interessante provare ad interagire di più con loro.

Protetto: i L. d’america.

by Vago


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Protetto: Mail about the Engineering Club at the Meadowcreek High School

by Vago


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It’s not easy

by Vago


Nel frattempo (ri)scopro, questa volta con più matura consapevolezza, Richard Feynman.
“Six not-so-easy pieces” tratti da “Lectures on Physics”.
Forse è ora di cercare di capire la meccanica quantistica…

giornata poco produttiva.
Ho notato che la curva caratteristica ha strani andamenti a seconda della resistenza in serie usata…

Protetto: ORS Entry #5

by Vago


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