My First Week In Luxembourg Ville

La prima settimana all’estero, tra alti e bassi, è trascorsa.

In questi giorni, sebbene abbia trovato una sistemazione, le valigie sono rimaste quasi del tutto intatte, pronte ad essere richiuse per un eventuale ed improvvisa decisione a rientrare in Italia e a Roma.  Numerose erano e sono le ragioni che mi spingerebbero a rincasare, prime tra tutte la vittoria (inaspettata) della borsa di studio di
dottorato e la mancanza della Città che, senza che me ne rendessi conto, in questi anni mi ha reso suo schiavo.
Il confronto tra Roma e Lussemburgo non regge. La cultura, le strade, le persone, il clima, l’autunno mite, le ottobrate, il dinamismo ed il traffico della città sono uniche; a questo vanno aggiunti i continui riferimenti e richiami alla cultura Italiana che si trovano dappertutto:

  1. La cucina; nei bar e nelle “Brasserie” c’è sempre un piatto che cerca di imitare le “lasagne”, i “maccheroni”, gli “spaghetti”.
  2. La letteratura; ho iniziato a leggere un libro in francese sullacultura eurepea; in un capitolo si parlava di come la culturaMediterranea abbia influito sulla nascista dell’idea di Europa Unita. Inutile elencare la gran quantità di riferimenti a Dante, alla “Divina Commedia”, all’”Orlando Furioso”, a Petrarca e a tutti i più importanti scrittori Italiani che forse neanche noi conosciamo davvero.
  3. L’arte; Come in ogni parte del mondo, anche qui nei musei, c’è sempre qualche pittore che, folgorato dal “Gran Tour”, ritrae scene epaesaggi Veneziani o Romani.
  4. La lingua. All’estero, il saluto usato a termine di una conversazione è il “Ciao”, “Mamma mia” lo usano per le esclamazioni e “Bravo” per i complimenti. Tedeschi, Inglesi, Francesi, Lussemburghesi, Americani usano questi termini come se appartenessero a loro ed alla loro cultura. Devo ammettere che sta cosa più che inorgoglirmi mi fa rabbia, ma come si permettono!?! :)

Ad ogni modo Roma per fortuna è ancora “Eterna” e sta sempre lì, non dovrebbe essere difficile ritrovarla tra qualche anno. Infine a Roma si vive fin troppo schiavi del passato e della memoria degli antenati e spesso il sentirsi appartenere ad una così “gloriosa” dinastia ci autorizza a non impegnarci molto nel presente e a non fare del nostro meglio nella vita di tutti i giorni per costruire un futuro che sia all’atezza di ciò che è già stato.
Qui spero che la posizione geografica centrale ed il dinamismo industriale mi aiutino a rendermi più  rotagonista del presente.

3 Risposte

  1. Tuh! Avevo perso il ritorno della mina vagante. Lieto di leggerti nuovamente.
    Viviti il Lussemburgo che roma è sempre stata passatista, anche quando c’era il futurismo che voleva lottare questo trend che ci caratterizza

  2. Ciao fra,
    leggo con piacere il tuo intervento in questo blog..davvero ben fatto come ti dicevo e che dimostra inaspettate doti di scrittura e di creatività! E’ vero non bisogna crologiarsi nel passato, Roma ha molte cose che non vanno (a cominciare dai mezzi pubblici ineficcienti, strade piene di buche e povere di marciapiedi,sporcizia un pò ovunque …), ma , ricorda, è solo dal passato che si può prendere spunto per crescere…Roma ha dei tesori nascosti e degli scorci che nessuna città al mondo può offrire..ma so che tu la conosci , quasi meglio di me! Ma, come ogni posto al mondo, più che le mura e l’efficienza urbana conta il calore delle persone che vi abitano e le esperienza di vita fatte..su questo sono certo che Roma per te non avrà mai uguali! Vi hai trascorso e mi auguro vi trascorrerai una fase della vita che per sempre rimarrà in te…indelebile…Comunque goditi il Lussemburgo e l’ordine e la pulizia delle strade…per lo sporco ed il calore di Roma ci sarà tempo!!!! Grande e continua così…rendici orgogliosi di te!!!! In bocca al lupo Fra!!!!

    MP

  3. Ciao Marco!
    Grazie per le bellissime parole.
    Solo abbandonando Roma ho capito quanto fosse bella questa città!
    Mi manca, mi manca tantissimo! E soprattutto, mi mancano tantissimo le persone, il cui calore è, ed è stato per me, davvero unico.
    Ma come mi ripeto spesso, questa all’estero è solo una fase, la mia seconda casa è e rimarrà per sempre Roma.

    Arrivederci Roma! :D
    A presto Marco!

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