Mangiando in Finlandia.

Come detto in qualche post fa, l’università di Tampere ci ha dato una buona somma di denaro sufficiente a vivere dignitosamente questo mese da studenti/ricercatori/tesisti/lavoratori nonchè turisti, pertanto un po’ tutte le sere non ci siamo fatti mancare una cena al ristorante.
Ovviamente l’obiettivo era quello di provare più cucine possibili, ecco il resoconto delle nostre abbuffate:

1. “Pranzo”, ristorante Italiano presso Hervanta a due passi dall’università. Dovevamo far assaggiare la cucina italiana ai nostri compagni di viaggio. Ovviamente non è stato nulla di che, per fortuna il mio coinquilino ha saputo far valere il gusto italiano con le nostre cenette organizzate in appartamento.

2. “Pancho Villa”, ristorante messicano. Ho ordinato un Macho Mexicano con salsa “Very Hot” con tanto di avvertanza per la sua “Hotness” scritta nel menu. Effettivamente ho un po’ esagerato, più che altro perchè il piccante ha coperto tutti gli altri sapori :)

3. Ristorante cinese. Come al solito ci casco, il cinese non mi entusiasma per niente, ma non poteva mancare nella lista delle cucina provate in finlandia. Come previsto i sapori sono gli stessi qualsiasi ristorante cinese si visiti: olio fritto e pollo ovunque… e il locale che abbiamo scelto non aveva neanche il vantaggio di essere economico!

4. The house Beer, ristorante estone. Tutt’ora non sono convinto di aver mangiato in un vero e proprio ristorante Estone però il posto è stato perfetto: bellissime ragazze con i vestiti tipici del posto a servire i tavoli (noi siamo stati gli sfortunati ad avere uno dei pochi camerieri maschi), buona birra e ottima carne condita con della marmellata al mirtillo, accoppiata inusuale ma ottima! Una pecca: il giorno in cui abbiamo visitato Tallin coincideva con l’approdo al porto di una nave “Costa Crociera”; ci siamo quindi ritrovati con il centro storico della città e il ristorante invaso da turisti italiani!!

5. Ristorante Turco, a due passi dall’università. Ottimo sotto tutti i punti di vista: proprietario/cameriere cordialissimo e simpaticissimo. Ha scambiato con noi qualche parola raccontandoci da dove viene e cosa ci fa in un posto così freddo per un mediterraneo come lui, ci ha offerto un buonissimo dolce arabo, il bakklaua, e ci ha fatto giocare un po’ a calcio con il suo figlioletto di 6 anni. Per lavarci le mani dopo la cena ci ho portato una bottiglia contenente alcohol e limone, una sorta di Limoncello igienico. Profumatissimo.

6. Khebab, ristorante indiano (?). Non sono un gran fan del khebab, ma non è stato male. Forse il locale che abbiamo scelto non era proprio dei migliori dal punto di vista dei clienti: una sera tre donne sulla trentina e oltre sono entrate mezze ubriache e hanno pure cercato di approcciare un ragazzo che per conto suo si stava godendo la sua cena. Una di loro ci ha colpito per il suo gusto nel vestire, ovvero perizoma sopra i jeans. Chicchissimo! -.-

7. Hesburger, fastfood finlandese. Avete mai saputo dell’esistenza di un “Italian Burger”? Io no, ma a quanto pare i finlandesi sfruttano e inflazionano un po’ troppo l’aggettivo “Italiano”.

8. Subway; fastfood americano. Ricordo di aver già letto questo nome da qualche parte, ma non so se a Roma o Barcellona. In ogni caso ci ho mangiato per la prima volta solo in questo periodo; non è altro che la versione globalizzata e salutista del paninaro: vende panini da 30 cm (o 15 per chi tiene alla dieta) da condire come si vuole, eccedendo in verdure, olive, peperoni e cipolla :) . NOn male.

9. Koti Pizza, fastfood finlandese. La rivelazione di questo viaggio, la versione straniera (e migiorata) del nostrano Spizzico. Ambiente sobrio, elegante oltre misura per un normale fast food e con personale assolutamente coridale e simpatico. Ci siamo andati più e più volte e ogni giorno siamo rimasti soddisfatti della nostra scelta. Prima della nostra dipartita dalla Finlandia sono anche andato a salutare il pizzaiolo e a fargli i complimenti per la buona pizza.

10. Ristoranti Finlandesi, due in totale. Costosi e chiccosi posti offerti gentilmente dal nostro professore ospitante. Abbiamo mangiato carne di renna e ogni sorta di formaggio, patate a volontà e pure lumache (che in Italia ho sempre disprezzato!).
Deliziosissimi!

Insomma ora capite perchè ci ripetevamo in continuazione che “La PanZa fa SostanZa”. Ora in Italia mi aspetta una bella cura dimagrante, ma prima voglio abbuffarmi di pasta col pesto!!

6 Risposte

  1. Wow!
    Come ti invidio!!!!
    Avete sfruttato al massimo ciò che vi hanno offerto!
    Bravi! ;-)
    Un solo appunto:
    alla voce Khebab, hai aggiunto indiano con il punto interrogativo, se ti riferisci al khebab, è la pietanza araba per eccellenza in sicilia, ma anche in altre parti d’italia, lumbardìa compresa!
    Non so se è anche indiana, però è un piatto che i musulmani apprezzano parecchio! :-)
    La variante panino è squisita, ma anche servito nel piatto con le focaccine a parte merita di brutto!

  2. Sì hai ragione, il punto interrogativo era perchè ancora non ho capito bene che origine ha sto khebab. I greci si sono appropiati dell’invenzione, ma i turchi dicono il contrario. Allora ho iniziato a pensare che fosse estraneo a tutte e due le culture a ci ho messo indiano.
    Ma hai ragione tu, è arabo.
    Io ho mangiato la variante con focaccia, buono ma dal sapore un po’ troppo forte per i miei gusti.

  3. 4. Perchè sfigati? Il cameriere era maschio…proprio non capisco
    7. La ragazza col perizoma sul jeans!!!!!!!! E non ahi fatto una foto!!! Ma che viaggiatore spia sei?
    9. Quello con l’indiano fascinoso???

    Ed ancora… di che sa la carne di Rudolf????

    Per quanto riguarda il kebhab vi posso dare dei cenni storici. Era una pietanza in voga nel periodo ottomano. Ovviamente, la zona del regno ottomano era molto estesa e per questo motivo dalla grecia in su, ovunque c’è un piatto molto simile al Kebhab. Ognuno di questi popoli lo chiama in modo diverso affermando che il proprio è completamente differente dagli altri, ma, sommariamente, il piatto è uguale ovunque. In grecia, ad esempio si chiama Pita (ma è più carino con le lettere greche). A tal proposito c’è un racconto buffo sulla Pita. Quando in grecia se ne chiede una porzione, tutti i venditori, con panino in mano, chiedono: cosa ci metti dentro? La risposta è “Apolla”, ovvero -di tutto-. Questa espessione è molto goliardica e viene ripetuta dai ragazzi con un esplicito riferimento sessuale.

    Ah, l’unica differenza sono solo le spezie. Ma non cambiano di molto il sapore.

  4. 4. Bhe hai ragione, in fondo è questione di gusto :)
    7. Quando le ho viste ti ho pensato! ma nessuno aveva la macchina fotografica con seee :(
    9. si esatto! :) con l’indiano dal pizzetto strafigo che voglio tanto anch’io!! Voglio una barba uniformeeee da poter tagliare e pettinare come preferisco sob!

    Ok, la prox volta dirò Pita con Apolla!

  5. [OT]: Appena torni dalla Finlandia, io son qui: tavolozza e pennelli pronti ;-)

  6. @finOcchio: ciao! che piacere vederti da queste parti. In realtà dalla Finlandia son già tornato :( … ora sto postando gli ultimi racconti.
    Li ho scritti durante la notte passata all’areoporto di Francoforte, sulla via del ritorno. Mi hanno aiutato a star sveglio e a non fare il resto del viaggio stordito.. e a fissare per bene i ricordi degli ultimi momenti.

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