GIOCARE CON LA MATEMATICA
Dialogo fra i Premi Nobel per l’Economia
Robert Aumann e John Nash
Coordina Piergiorgio Odifreddi
“Se l’Economia è la scienza triste, la Matematica è la scienza triste al quadrato, ma la Teoria dei Giochi è pura Pop Art“.
Queste sono le testuali parole di Aumann che oggi, insieme a John Nash e Piergiorgio Odifreddi ha tenuto una conversazione sulla Matematica presso l’Auditorium di Roma. In un’ora e trenta minuti molte sono state le cose dette, tanti gli spunti di riflessione, ma infinite le cose che non ho capito 
Sulla Teoria dei Giochi ero, e lo sono tutt’ora, completamente a digiuno, ma devo ammettere che è davvero interessante. Auman, Odifreddi e Nash oggi hanno conversato di questa affascinante Teoria così come noi comuni mortali parliamo di moda e cinema con gli amici al bar.
I due matematici, premi Nobel per l’economia, hanno toccato temi importanti come il concetto di Punizione e di Informazione, punti cardine della Teoria dei giochi.
Secondo Aumann, proprio sul timore della Punizione si basano le scelte di ogni individuo.
Oggi è lo Stato che con le sue leggi e le sue sanzioni cerca di garantire la convivenza tra gli uomini, di arginare i crimini e di limitare gli imbrogli che ognuno di noi trama a scapito dei propri simili. La Teoria dei Giochi si basa proprio sul seguente concetto: in una società civile si può avere il massimo beneficio solo se si collabara. Ma a che pro dovremmo collaborare tra noi? Siamo davvero così altruisti da preoccuparci non sono delle nostre, ma anche delle sorti altrui? Decisamente no, ecco perchè l’unico modo per cooperare sta nel introdurre in un gioco complesso come la vita una serie di regole che puniscano chi agisce per il solo personale tornaconto.
Propio ieri riflettevo a proposito della religione. L’antica civiltà romana ha iniziato la propria decadenza nel momento in cui “Graecia capta ferum victorem cepit“. Con la scoperta del mondo ellenico, gli antichi romani sono entrati in contatto con una culutura impregnata di ateismo e di indifferenza nei confronti della vita spirituale. Da questo momento in poi il popolo ha smesso di credere e di temere i propri dei abbandonando così tutte quelle regole morali che facevano del rigore e della disciplina le carte vincenti della sua società. Venuto meno il rigore morale è iniziata a venir meno una vita fatta di frugalità e di obbedienza agli dei e il disordine è dilagato. Lo Stato certo ha cercato di sostituirsi alla fede, ma è più facile ribellarsi ad esso che ad un Dio.
Venuto meno il timore di una Punizione (quell divina) l’uomo è tornato libero e la libertà ha determinato il collasso dell’Impero Romano.
Aumann ha anche parlato del gioco dell ultimatum: a quattro ragazzi si chiede, indipendentemente l’uno dall’altro, di accettare o meno una certa somma in denaro. Si è dimostrato che una somma di denaro troppo bassa viene spesso rifiutata. Perchè? Perchè i sottoposti non trovano giusto il dover accettare troppo poco denaro quando in realtà potrebbero ottenere di più. Quello che ci si chiede è: ma per quale motivo tra 1000 euro, 200 euro e 0 euro qualcuno debba scegliere o 1000 o niente?
Aumann l’ha spiegata così: nella società di oggi l’uomo sa ottimizzare le regole ma non sa ottimizzare le situazioni della vita.
In questo caso la regola della vita sarebbe il non farsi mettere i piedi in testa, il non scendere a compromessi, il non accettare 200 euro quando se ne possono avere 1000; ma analizzando la particolare situazione è meglio tornarsene a casa con 200 euro in tasca piuttosto che andar via a mani vuote!
Di qui la mia seconda riflessione: se mai dovessi partecipare al gioco dei pacchi su Raiuno accetterò qualsiasi offerta in denaro mi verrà fatta dal conduttore tv
E poi dicono che la Matematica non aiuta nella vita di tutti i giorni!
Prezzo biglietto: 0 €
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Quelli che “dicono che la Matematica non aiuta nella vita di tutti i giorni” di matematica – e probabilmente di un bel po’ di altre cose – probabilmente sanno poco. Grazie per la cronaca dell’incontro. Ho seguito le prime tre giornate del Festival ma oggi non mi è stato possibile.
Grazie a te per esser passato. Io, al contrario di te, ho seguito solo l’ultima giornata. Davvero molto interessante.
A presto