Catania-Noto

9/08/2007

Per partire da Catania e raggiungere Noto ho fatto una gran confusione con i biglietti: ne ho comprato uno per un bus che sarebbe partito alle 11.00 da Catania e sarebbe arrivato a destinazione alle 13. Sarei arrivato troppo tardi, così con lo stesso biglietto ho viaggiato su un bus delle 9.00 che da Catania mi ha portato a Siracusa e di lì ho raggiunto la mia meta: Noto. Tutto con l’unico biglietto da me acquistato. :)

Noto
Via Ducezio, Pasticceria “il Manodorliere”

Il giro a Noto è stato stancante, con la scusa di avere a disposizione una piccola città, mi sono girato il centro in lungo e in largo più e più volte; fortuna che tutto ruota attorno a Via Vittorio Emanuele III.
Anche l’ostello è in centro , in via Fratelli Bandiera, sulla parte più alta della città, difronte al carcere. Nell’attesa che l’ostello aprisse alle 14 dopo la pausa pranzo, ho visitato la Chiesa di Santa Chiara, sede del convento delle clarisse. Mi ha molto colpito l’organizzazione della vita di clausura: le novizie non erano mai lasciate ad oziare, ma le si teneva occupate con la preghiera, la lettura, il ricamo ed il canto considerato sublime solo se la voce veniva modulata con toni bassi e mai alti. Ho letto dell’aneddoto del cavaliere e della sua amante che prestava servizio presso il monastero e che un giorno furono sorpresi nel granaio; quando la badessa sorprese il cavaliere nascosto nella cassa dello zucchero chiedendogli cosa ci facesse lì, lui rispose:
Sugnu, Madre Badessa, ‘nta ’sta cascia ri zuccuru
frase poi diventata celebre in Sicilia e usata per indicare l’epressione “Sono anch’io in questo mondo”.

Per pranzo sono stato in Piazza Municipio, dove poi mi son disteso sulla panchina per riposare. Alle 14.30 mi sono finalmente sistemato nell’ostello e durante i 30 minuti di relax ho realizzato di voler fare una passeggiata in mezzo alla natura, a Cavagrande o a Vendicari. Purtroppo da Noto non ci sono mezzi per raggiungerli e gli scooter da noleggiare erano tutti esauriti. Preso da questo improvviso desiderio naturalistico sono entrato in una piccola libreria e ho chiesto al libraio consigli su qualche testo siciliano che parlasse della natura. Mi ha mostrato vari libri, ma tra questi mi ha colpito quello di un certo Tino Franza: “Paesaggi dell’agro netino”; sinceramente non mi ha colpito il modo con cui tratta il tema del trakking, ma più l’idea che questo scrittore è un professore del liceo classico di Noto, conoscitore del libraio da cui va spesso a comprare qualche libro. Col libraio ho chiacchierato per una buona mezz’ora e quando gli ho detto che sono in difficoltà nel cercare un posto economico per dormire ad Agrigento, si è subito offerto di aiutarmi a cercare qualcosa tra le varie guide del negozio, quasi fosse una biblioteca o un’agenzia di viaggi fai-da-te. Purtroppo la ricerca non ha dato esiti positivi ed io sono ancora senza una dimora per i prossimi giorni.

Mentre mi incamminavo per raggiungere il Mandolfiore dove dissetarmi con del latte di mandorla dopo la visita alla bella cattedrale di San Nicolò (strano il nome, considerando che è dedicata al Santo patrono Corrado), ho iniziato a sanguinare dal naso e presto la poca carta che avevo a disposizione con me ha iniziato a non bastare; mentre ero seduto, appartato e imbrattato di sangue, molte persone si sono fermate per chiedermi se avevo bisogno di aiuto; un signore anziano mi ha dato un pacco di fazzoletti (ne avevo davvero bisogno) e si è offerto di accompagnarmi in ospedale; un altro mi ha raccontato che anche a lui, quando aveva 20 anni, capitava spesso di perder sangue dal naso ma poi gli è tutto passato; infine un terzo, più giovane, mi ha consigliato di andare in giro con del cotone mostatico; non gli ho però detto che io odio cose ficcate nel naso e ho ringraziato per l’utile consiglio…
Quando tutto è passato ancora non potevo presentarmi in pasticceria a soddisfare la mia sete: avevo bisogno di ripulirmi di tutto quel sangue. Ho iniziato a vagare per le stradine deserte della città alla ricerca di fontane, ma a quanto pare questa zona non ne è molto fornita. Camminando ho sentito lo scorrere dell’acqua in un cortile, sono entrato e ho chiesto alla signora che stava lavando i panni a mano, se poteva gentilmente farmi lavare.
Due cose sto nostando: i Siciliani sono tutti molto gentili e le ragazze emanano sensualità da ogni loro gesto; anche quel loro accento un po’ troppo marcato le rende intriganti e così mediterranee!

Alla fine in pasticceria ci sono arrivato e ora mi godo il mio latte di mandorla!
Un po’ splatter questo episodio eh? :)

2 Responses to “Catania-Noto”

  1. …ricordo ancora con orrore quando mentre eri alla guida della tua vecchia manda hai cominciato a spruzzare sangue sul vetro! creepy!

  2. Esagerato!!

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