Serve Tanta Filosofia

Ieri in macchina parlavo con mio cugino dell’idea e della possibilita’ di realizzare qualcosa di concreto in Basilicata.
Sono immediatamente arrivato alla seguente conclusione:

- se davvvero si vuole avviare un’attivita’ imprenditoriale al Sud Italia occorre estranearsi dalle classiche chiacchiere da Bar che tutti, giovani e non, adorano fare. E’ inutile dire “Facciamo”, “Creiamo”, “Inventiamo”, “Vendiamo”…
Questo lo sanno dire tutti, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono solo vuote chiacchiere.

- Per iniziare serve una Vista. Una visione d’insieme che permetta di capire quali sono le reali necessita’ del territorio. Quali sono le possibili fonti di finanziamento e se esistono davvero possibilita’ concrete di far soldi nel breve e, soprattutto, nel lungo termine.

Che tipo di Vista? Di due tipi:
. una basata sui “Massimi Sistemi”, una conoscenza ampia e apporfondita di cio’ che circonda l’Italia (L’Europa). Bisogna assolutamente superare la provincialita’ che tanto caratterizza gli imprenditori del Sud.
. una seconda Vista riguarda invece uno studio approfondito del territorio: il Sud, la Regione, la Provincia, la Citta’.

A questo punto non resta che capire da quali fonti raccogliere le Informazioni di cui si ha bisogno ed in che modo Gestirle.

Rigurdo il primo problema, occorre iniziare dalla Filosofia e dal Giornalismo. Esistono filosofi illuminati, giornalisti realmente informati e competenti da studiare e criticare per poter estrapolare le giuste conclusioni ed individuare valide idee?

Riguardo la seconda questione, forse secondaria ma assolutamente non trascurabile, servirebbe un Contenitore Virtuale dove raccogliere, archiviare e condividere tutto quello che potrebbe tornare utile:

o Idee
o Articoli
o Libri
o Riviste
o Email
o Pensieri.
o …

La prima fase di un’attivita’ imprenditoriale dovrebbe iniziare da qui. Occorre sviluppare capacita’ di indagine e di ricerca, saper riflettere, leggere, informarsi, PENSARE.

Ora, dopo aver elencato tutte ste cose decisamente scontate, ho iniziato a lavorarci davvero.
Per avvicinarmi alla teoria del Tutto e riuscire ad avere una Vista ampia e approfondita, sto leggendo un libro di Augias/Mancuso dove si parla di Morale, Religione e Dio… mi sa che l’ ho presa un po’ troppo alla larga? :)

Saluti.

L’anima gemella

La mia anima gemella l’ho incontrata ormai più di un anno fa.

E’ stato amore a prima vista, è entrata nell’ aula dell’università con un sorriso smagliante ed un entusiasmo contagioso.
Simpatica, empatica, alla mano, intelligente, precisa, ordinata, sempre disponibile, iperimpegnata in mille progetti ed idee.
Ogni mattina, quando sapevo che l’avrei vista, perdevo qualche minuto più del solito nel prepararmi e nello scegliere il vestito più adatto per l’occasione, quando parlava pendevo dalla sue labbra, ogni cosa che diceva era per me legge. Per una settimana ho dormito poche ore a notte pensando a lei e  la sera prima dell’ultimo incontro ho sognato le sue parole. (Era il periodo della laurea di Pink).

Qualche mese più tardi mi son fatto coraggio ed ho bussato alla sua porta. Un saluto cordiale, quattro chiacchiere e col tempo gli incontri sono aumentati, si è passati pian piano ad un rapporto sempre più confidenziale.

A volte pensi di essere unico (e solo), somma e intersezione di tutti gli “io” incontrati durante la tua infanzia, la tua adolescenza, gli anni dell’università. Conosci persone diverse ed ognuna di loro ti fa scoprire ed appassionare ad un nuovo mondo, gli orizzonti si allargano, gli interessi si diversificano e si incastrano tra loro per creare un puzzle di idee personale ed inimitabile, forse comprensibile solo a te stesso.
A volte lungo il cammino incontri amici con cui puoi condividere alcune tue passioni ed idee, ma solo alcune, nessuno riesce a conoscerti fino in fondo, nessuno ha un puzzle identico al tuo.

Poi quando meno te lo aspetti scopri che non sei solo, che da qualche parte nel mondo, magari a due passi da casa tua, c’è una persona che vive e pensa al tuo stesso modo. Ti rendi conto che due persone completamente diverse tra loro hanno percorso nel tempo strade diametralmente opposte , ma destinate verso lo stesso traguardo. Hai trovato la tua anima gemella.
Temi che tutto sia solo passeggero, l’idea di perderla di nuovo o di deluderla ti spaventa, ti paralizza.
Ma quando in un giorno speciale ti guarda negli occhi e col suo tipico  sguardo pieno di entusiasmo e soddisfazione ti stringe la mano e ti fa i migliori complimenti per il tuo risultato capisci che qualsiasi cosa potrà accadere tra te e lei, nulla potrà mai cancellare quel ricordo!

Social Shopping: SmartPhone

Sono alla ricerca di un cellulare  “All in one” dotato del maggior numero di funzionalità possibili in modo che possa sostituire come si deve tutti i vari aggeggi elettronici che si è costretti a portare in giro per avere accesso a dati, informazioni, internet e svaghi. Un cellulare che sia un valido sostituto di:

- Computer Portatile
- Ebook Reader
- Lettore MP3
- Macchina Fotografica
- Navigatore GPS
- Browser per la navigazione su social network, youtube, google maps, google earth, client di posta
- Console per giochi.
- Riproduttore di video, film e filmati (tipo lettore mp4).
- Ogni sorta di porta per la connettività: wifi e blutooth compresi.
- Varie ed eventuali.

Faccio appello a tutti gli smanettoni, gli informati e gli esperti per chieder consiglio sul miglior acquisto che soddisfi le mie richieste o qualcuno che ne proponi di altre.

Io stavo pensando all’ N97, ma magari in giro c’è di meglio (o quasi) ad un prezzo più competitivo.
Sotto con i commenti :)

(Parentesi Chiusa)

http://www.consorzioparsifal.it/public/files/laurea.390.jpg

(Una Lunga Parentesi, iniziata circa 5 anni fa[A Roma {con relativi festeggiamenti}], si è finalmente chiusa)
Sono Dottore, quello Magistrale :)

In questi mesi son riuscito a completare quasi per intero il piano semestrale che a Settembre avevo stilato. Presto il nuovo piano, che da circa un mese mi sta frullando in testa e sta pian piano prendendo forma :)

L’avventura di uno studente (8 di 8)

Erano ormai giunti alla banchina della metro, il treno stava per partire e degli altri nessun segno; Andrea era combattuto, non sapeva se salire insieme con lei e accompagnarla sfacciatamente fino al suo treno per casa o lasciarla andare sola per aspettare gli altri, la conosceva appena, non gli sarebbe piaciuto salutarla da un treno in partenza come fanno due innamorati, non erano neppure amici in fondo.

Decise con rammarico di lasciarla partire da sola; lei salì sul treno, era deserto all’interno, o forse Andrea non vedeva che lei. Mentre le porte scorrevoli si stavano per chiudere si lanciarono un ultimo saluto, Andrea fece un cenno con la mando e le sorrise, Paola gli lanciò un bacio volante e per Andrea quel bacio valse più di mille carezze.

Non la rivide più, ma quel incontro fece sognare ad Andrea un’intima amicizia con Paola: baci mai dati, carezze mai scambiate, passeggiate mai fatte, tenerezze mai condivise e gli diede la forza di andare avanti in quella vita da studente mai sognata.

Ispirato a Gli amori difficili
di Italo Calvino

L’avventura di uno studente (7 di 8)

Finito il film Paola sarebbe dovuta scappare alla stazione Termini per prendere l’ultimo treno che l’avrebbe riportata a casa; le speranze di Andra di intavolare un piacevole discorso con lei per conoscersi meglio svanirono immediatamente.
Ad un tratto, di fronte a sé vide un foglio bianco su cui pian piano si delineavano delle lettere a formare una frase che alcuni mesi prima aveva letto e poi obliato e un eco dal profondo del suo animo gli sussurrò:  Vindica te tibi.

Andrea avevo solo pochi minuti per starle accanto, il tempo necessario a raggiungere la metropolitana e salutare forse per l’ultima volta quella ragazza. Non aveva intenzione di lasciarsi scappare questa occasione.

Paola andava di fretta mentre gli altri, Dio solo sa grazie a quale strano scherzo del destino , furono costretti a rallentare il passo. Andrea decise di non lasciar andar avanti Paola, da sola, e la seguì. Furono piccolissimi istanti, non riuscirono a dirsi molto né tanto meno a conoscersi meglio. Andrea si sforzava di dire qualcosa, anche stupidaggini, non gli interessava, l’importante era parlarle, sentire la sua voce, le sue risposte alle domande idiote che le poneva, stava camminando al suo fianco, stava parlando con lei, avevano finalmente avuto un contatto.

Ispirato a Gli amori difficili
di Italo Calvino

L’avventura di uno studente (6 di 8)

Durante il tragitto per andare al cinema, Andra non parlò molto, ma analizzava con cura i gesti di Paola e invidiava gli amici di lei che erano giunti a un grado di confidenza che lui avrebbe solo potuto… sognare. L’unico conforto fu scoprire che il ragazzo che l’accompagnava non era il suo amante.

Nel cinema presero posto, Paola ovviamente non si sedette accanto a lui, era in mezzo ai suoi amici. Durante tutto il film, Andrea non fece altro che invidiare il suo vecchio amico che aveva la possibilità di starle accanto, sentire i suoi commenti sulle scene del film e insieme emozionarsi, ma allo stesso tempo gli fu grato per avergli fatto conoscere una ragazza così interessante e carina, con cui, sperava, si sarebbe un giorno reincontrato.

Ispirato a Gli amori difficili
di Italo Calvino

L’avventura di uno studente (5 di 8)

Non poteva continuare a comportarsi così per il resto dei suoi giorni, era un tipo solitario è vero, ma anche ad Andrea piaceva parlare con la gente, condividere le proprie idee con gli altri, scherzare, farsi gli auguri nei giorni di festa, ma sapeva che se avesse continuato a restare sulle sue con tutte le nuove persone che avrebbe potuto conoscere, il numero dei suoi più cari amici non sarebbe mai potuto andare oltre le dita di una sola mano e questo lo terrorizzava.

Spesso proiettando la sua mente più lontano del solito, in un futuro lontano ma certo, Andrea immaginava il giorno della sua morte e tremava al pensiero che al suo funerale ci sarebbero stati solo pochi cari intimi amici, segno che la sua vita era finita a 19 anni, subito dopo il liceo.
Erano pensieri degni di un pazzo, ma forse lo era davvero.

Ispirato a Gli amori difficili
di Italo Calvino

L’avventura di uno studente (4 di 8)

Ad un tratto un ragazzo e una ragazza gli passarono vicinissimi, lei sorridendo, con una capigliatura folta, riccia e sbarazzina, subito Andrea ne fu colpito e cercò di immaginare che cosa la poteva rendere così solare e, forse solo apparentemente, spensierata. Al suo fianco c’era un ragazzo, con una barba folta, occhi neri, viso serio. Immediatamente Andrea realizzò il motivo di quella gaiezza: era in dolce compagnia, aveva accanto il suo ragazzo che le dava sicurezza e niente poteva renderla infelice in quel istante.

All’improvviso Andrea trasalì, quella coppia così interessante si era avvicinata a loro, erano i ragazzi che stavano aspettando! Gli furono presentati e Andrea fissò immediatamente il nome di quella ragazza nella sua mente: Paola.

Poco dopo si meravigliò di ricordare il suo nome, di solito quando si presentava agli sconosciuti non lo ricordava mai perché nell’istante che passa tra la stretta di mano e la presentazione Andrea pensava a mille altre cose: come stringere la mano, con che tono di voce parlare, se sorridere o meno, cosa dire nell’istante successivo alla presentazione per non renderla una semplice formalità e instaurare immediatamente un certo rapporto…

Ma quella volta, forse per la prima volta, Andrea non riuscì a pensare ad altro, ciò che contava era memorizzare il nome di quella affascinante ragazza e puntualmente non riuscì ad andare molto oltre il classico “Piacere, Andrea”.

Ispirato a Gli amori difficili
di Italo Calvino

L’avventura di uno studente (3 di 8)

Quel fine settimana aveva organizzato, con un suo vecchio amico, un incontro nel centro di Roma per andare insieme a vedere un film: The Dreamers. Non sapeva nulla di quel film né tanto meno del regista: si convinse di vederlo perché ispirato dal titolo: I sognatori, quale miglior definizione della sua personalità?

Lui avrebbe portato una sua amica conosciuta pochi giorni prima, l’aveva invitata non perché di piacevole compagnia, ma semplicemente per ricambiarle un favore e forse, inconsciamente, per mostrare agli altri che infondo anche lui era riuscito a conquistare una nuova amicizia.

Si fermarono in Piazza del Popolo, seduti sulla fontana centrale, era lì l’appuntamento. Stavano aspettando altri due ragazzi, nuovi amici del suo vecchio, che Andrea non conosceva. Durante l’attesa l’accompagnatrice e il vecchio amico stavano chiacchierando del più e del meno per ammazzare il tempo.
Come al solito Andrea si era estraniato dalla discussione, non si stava annoiando, godeva delle gocce d’acqua che ad intervalli regolari la fontana faceva schizzare sulle sue braccia nude e poco nodose, efebiche. Nel frattempo osservava la gente che gli passava accanto, cercando di immaginare dove andassero, cosa facessero, a chi o cosa pensassero, stava ancora una volta sognando, questa volta attraverso la vita degli altri.

Ispirato a Gli amori difficili
di Italo Calvino

Oscar Wilde

I miei affari mi annoiano a morte. Preferisco quelli degli altri.

Oscar Wilde
Aforsimi

Scacco Matto con Stile

Scacco matto al Re Nero

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L’avventura di uno studente (2 di 8)

Prima di quel fine settimana, un caldo sabato romano di metà ottobre, Andrea aveva avuto già modo di sperimentare il suo impatto con la dura vita universitaria. Non era proprio come l’aveva immaginata. Le cene, le rincasate a qualunque ora della notte, i giochi in compagnia di pochi fidati amici, l’incontro di tanta nuova gente interessante con cui potersi davvero sentire a proprio agio, le lezioni universitarie dure ma interessanti, i professori colti e interessanti a loro volta… si dissolsero non appena Andrea mise piede nel suo nuovo appartamento dopo il primo giorno da studente universitario; in quel istante, come quando la notte nel letto si fa un rapido resoconto del giorno appena trascorso, Andrea realizzò che la giornata non era stata delle migliori: una lezione di matematica fatta da un professore poco entusiasta, evidentemente ormai annoiato di insegnare sempre le solite cose a studenti poco interessati, un docente di chimica che per non annoiare l’auditorio parlava in romano, cosa che scosse profondamente l’animo di Andrea, cultore della lingua italiana e ammiratore delle persone eloquenti e loquaci nonostante lui non fosse nessuna delle due, un appartamento con altre persone troppo grandi per lui, con cui non aveva niente da condividere se non il bagno e la cucina.

I rapporti sociali erano stato un disastro: Andrea già sapeva che la sua esagerata timidezza gli avrebbe arrecato grossi problemi, ma sperava che con ragazzi come lui, amanti della Matematica e della Fisica avrebbe potuto legare con molta più facilità, invece il primo giorno si limitò a presentarsi ai suoi vicini di banco con cui intavolò un discorso non più lungo di cinque minuti, consapevole di esser poco interessante per ragazzi di città pieni di passioni e di impegni.

Ispirato a Gli amori difficili
di Italo Calvino

Ernesto Ragazzoni

La vita è una prigione in che l’anima è chiusa
uomo ed invano brancoli cercando alle pareti,
sono di l’a da quelle i bei fonti segreti
ove tu aneli e dove la pura gioia è fusa,
qui solo hai qualche gocciola di vero per le tue seti.
Per consolarti o povera anima mia riperti:
il quadrato costrutto sovra l’ipotenusa
è la somma di quelli fatti sui due cateti.

Il Teorema di Pitagora di Ernesto Ragazzoni

13 Gennaio: La Luna piena più grande del 2009

http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/image/0901/moon_jacques_big.jpg

Immagine segnalata da mcastel
di Vincent Jacques

L’avventura di uno studente (1 di 8)

Era uno dei primi fine settimana per il giovane Andrea, neo studente universitario trasferitosi da un miseropaesino del sud Italia nella frenetica e viva città eterna, per intraprendere i suoi studi in ingegneria.

Andrea era sempre stato un sognatore, uno di quelli che scoprendo col tempo e la crescita le brutture delmondo non cercava di contrastarle con tutte le sue forze, ma si arrendeva ad esse e creava attorno a sé unmondo tutto suo. Preferiva la vita dei libri a quella reale e proiettava la sua mente sempre nel futuroconvinto che col tempo le cose sarebbero migliorate. Un giorno lesse un brano di Seneca; Vindica te tibirecitava, Sii padrone del tuo tempo, vivi il presente per un futuro migliore. Aveva finalmente appreso la lezione: solo vivendo il presente si può ottenere dal futuro ciò che si desidera.

Purtroppo però l’insegnamento divenne presto un semplice ricordo, sapeva quanto fosse importante quelmessaggio, ma non riusciva a seguirlo. Così come chi fuma sa di farsi male, ma non si sforza minimamente dismettere, allo stesso modo Andrea continuava a vivere nel futuro, nei suoi sogni, fuggendo ancora dalla realtà.

Ispirato a Gli amori difficili
di Italo Calvino

Sergio Marchionne

Una persona è  una persona grazie agli altri.

Sergio Marchionne

Nazim Hikmet

Il più bello dei mari è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto.

Nazim Hikmet

Cinque Cent per i miei pensieri?

Questo Natale ha portato un gran bel regalo a tutti gli appassionati di tecnologia, fantascienza e domotica!
Usando gli impulsi celebrali sarà possibile avere il controllo della casa; un vero e proprio scenario fantascientifico degno dei migliori libri di Philip K. Dick.
Mi piacerebbe molto interessarmi di questi argomenti in un eventuale futuro lavorativo; ho sempre pensato che la comunicazione umana e uomo-macchina sarà un susseguirsi di evoluzioni che presto porteranno allo svilluppo di abilità fin ora relegate alla sola fantasia: la telepatia. http://www.hbhotelbologna.it/main/privacy/privacy.jpg

A quel punto i problemi sulla privacy, ossessivamente trattati nei testi di Dick, diventaranno devastanti:

Difendi la tua privacy, dicevano in continuazione gli annunci, da tutti i media. Avete l’impressione che qualcuno si stia sintonizzando sui vostri pensieri? Siete sicuri di essere veramente soli? Questo per quanto riguardo i telepati… e poi quello sgradevole senso di preoccupazione rivolto ai precog. Forse qualcuno che non avete mai incontrato sta prevedendo le vostre azioni? Qualcuno che voi non invitereste mai, nè vorreste incontrare a casa vostra?
Date un taglio all’angoscia: contattando la più vicina Organizzazione di Prudenza; vi dirà subito se siete realmente vittima di intrusioni non autorizzate.

Ubik, di Philip K. Dick. Pag. 15
Fanucci Editore, 2003

Le Débauché 1

Venerdì 19 Dicembre,
ultima sera a Roma prima della partenza per le vacanze Natalizie e forse chissà, ultimo giorno di Dicembre di questo lungo soggiorno romano.

http://www.fumettioriginali.net/images/Foto/Raimondo/Corto_Maltese_acquerellato.jpg

Desino i numerosi inviti fatti da vari amici, il mio intento è un altro: fare un giro in centro per godermi, solitario, l’atmosfera natalizia. Pink, unica persona che baratterei con la solitudine, è impegnato e non può raggiungermi. Esco dal Laboratorio soddisfatto di come si sia conclusa la giornata, mi dirigo verso la metropolitana e raggiungo P.za Barberini.
Il mio look si addice poco e niente all’atmosfera elegante della città: jeans, tuta celeste, giubbotto verde sbottonato, sciarpa giallo-canarino sciattamente avvolta attorno al collo, barba incolta, viso stanco e occhi lucidi a causa del sonno sopraggiunto durante lo spostamento in metro.
Mi sembra quasi di essere Antoine Roquentin
in La Nausea di Sartre o qualche debosciato che si aggira tra le malfamate vie di Montmartre in una Parigi di inizio ‘900.

Esco dalla metro, non ho una meta definita, deciderò l’itinerario strada facendo ed il passo scandirà il ritmo dei miei pensieri.

Attraverso via del Tritone meravigliato di vedere la linea “Shopping” del trasporto pubblico semivuota; raggiungo Galleria Alberto Sordi e mi fiondo in libreria, compro il primo libro che mi salta all’occhio e che cattura la mia curiosità e risalgo via Del Corso. Via Condotti brilla del fascino delle belle ragazze sofisticate che indugiano sulle vetrine dei negozi, un saluto a P.zza di Spagna e via verso il Tevere.
Costeggio la riva del fiume che solo fino a qualche giorno fa aveva fatto tremare tutti minacciando un’esondazione; per fortuna la Natura è clemente e non ripaga mai i torti che subisce con la stessa moneta. Attraverso Ponte Regina Margherita, ritorno verso San Pietro e dopo aver indicato la strada per P.zza Navona a due dolci ragazze incrociate al cospetto del Palazzo di Giustizia, imbocco Ponte Vittorio Emanuele II. Prendo al volo il primo autobus che passa in Corso Vittorio Emanuele, noto che mi condurrà a Termini.

E’ ormai quasi ora di cena, ho pochi euro in tasca; indugio davanti a qualche pizzeria a buon mercato, ma mi convinco che la pizza vada mangiata in compagnia e continuo quindi la mia ricerca. I passi mi conducono verso P.zza Vittorio e tra internet point, lavanderie a gettone e ristoranti zeppi di gente noto un fast food indiano; all’interno un solo uomo seduto al tavolo ed una tv che trasmette video di belle ragazze che cantano in una lingua incomprensibile.
Ordino un Kebab ed una coca, mi siedo al tavolo e fisso quell’uomo solitario che sfoglia un taccuino, chissà cosa ci sarà scritto; chissà come mai anche lui, come me, si ritrova qui tutto solo in pieno centro, di Venerdì sera.

Non riesco ad instaurare un dialogo; scambiare due chiacchiere con gli estranei non è ancora il mio forte, ma questo modo di trascorrere le serate mi affascina e non mancherò di ripetermi e di migliorarmi nell’approcciare la gente per entrare in contatto con i loro mondi, forse contorti e confusionari come i miei, ma altrettanto affascinanti.

Sono felice, felice perché sono fortunato: ho scelto di passare la serata in solitudine, non ne sono stato costretto. Ed avere la possibilità di scegliere è sempre un privilegio!